Il Donatore di sangue… ieri e oggi

Donatore – Donatrice, erano due parole quasi mitiche, per me, nei lontani anni sessanta del secolo scorso, del millennio scorso.
A quel tempo i “Donatori” erano per antonomasia, i donatori di sangue; ed io volevo diventarlo, donatore. Aiutare qualcuno con il “mio” sangue, ridargli un po’ di vita: ecco il pensiero insistente che mi frullava in capo. Ma non sapevo a chi rivolgermi per qualche informazione. Poi, in una serata al circolo culturale di Dossobuono il dott. Darzi che convinse non solo me, ma anche tante altre persone che fondarono il gruppo donatori di Dossobuono. Vi feci parte fino alla nascita del gruppo di Alpo, al quale, naturalmente, mi associai subito. Dalla prima donazione nel 1962 fino all’ultima del 1985, quando uscii per raggiunti limiti di età, non fu, la mia, una carriera lunghissima, ma fu ricca di soddisfazioni. Dare a qualche ammalato qualcosa di se stessi è un gesto meraviglioso, che ti gratifica intimamente e ti sprona a convincere altri a diventare donatori; e non ti costa nulla, anzi, ti senti rassicurato anche fisicamente. Sai di aver fatto una buona azione ad altri e te stesso.
Difficilmente dimenticherò quel bambino affetto da una rara malattia, al quale, con pochissimi altri donatori della provincia, nel 1966-67, dovevo riservare il mio sangue, compatibile con il suo. E dovevo andare al prelievo quando mi chiamava l’ospedale di Borgo Trento; e le attese erano lunghe. Purtroppo il bambino è venuto a mancare ed io ne ho veramente sofferto, anche se non l’ho mai conosciuto. Così ho ripreso la normale scansione delle donazioni fino al “pensionamento”.
Ora penso spesso, e con nostalgia, a quel bellissimo periodo della mia vita.
E’ tanto belle essere Donatori, un po’ meno bello essere ex donatori, provate!!!

Anna Pellegrini